• Che cosa fanno le piante in inverno?

    Panorama invernale con antico castello

    Le piante guardate in faccia Inizio senza eleganza e parlo di me. Io detesto l’inverno. Non capisco le giornate corte e buie, mi adeguo al freddo ma non ci ho mai fatto amicizia. Rimango una persona estiva, anche in queste estati impossibili. Prometto, però, che qui vi dirò le cose come stanno, relativamente all’utilità indiscutibile dell’avvicendarsi delle quattro stagioni, tra cui c’è pure lui.Il primo pregio dell’inverno è che ci accompagna verso la primavera, un po’ come il valzer dei fiori di Tchaikovsky che inizia innevato e sommesso con i fiati, si prepara al risveglio con la delicatezza dell’arpa e culmina con l’energia commovente degli archi che fanno sbocciare la vita.Una foresta di abeti in inverno è lenta, buia e…

  • Natura senza paura: i Giardini di Castel Trauttmansdorff

    Trauttmansdorff-Gardens-foto-serale-ph-Alexander-Pichler

    Nulla è come sembra. A lato della strada c’è un grande spazio in terra battuta, senza segni che indichino dove parcheggiare, solo siepi sempreverdi a mettere un po’ d’ordine. Sui declivi intorno, vigneti, alberi, arbusti e fioriture. Abituata a condizioni scomode e costose, qui, dove non ci sono obblighi, voglio parcheggiare al meglio, senza sprecare lo spazio libero che, peraltro, è molto. Scendo dall’auto, mi lascio alle spalle i terrazzamenti coltivati e capisco che c’è un altro parcheggio grande e molto più vicino alla mia meta. Mi incammino su un piccolo ponte pedonale dalle proporzioni perfette e osservo questo secondo parcheggio che sta di sotto.  Nelle zone carrabili e comuni c’è una tipica pavimentazione da esterno, ma lo spazio per…

  • Il belvedere e la brughiera

    La Brughiera di Lonate Pozzolo Va parco Ticino foto di Zappaterra cover

    Luoghi tra frastuono e romanzo Quando a Milano si dice “Ho fatto Laaotto”, non serve aggiungere altro, perché tutti sanno che si è percorsa la A8, l’autostrada Milano-Laghi. Traffico senza soluzione, meta numero uno l’aeroporto di Malpensa e, per i più fortunati, la promessa del lago Maggiore che verrà. Come sempre, però, i luoghi comuni ci portano, appunto, solo in luoghi comuni. E io, che da Milano percorro Laaotto fin da poco prima di nascere (e non scherzo), vorrei che questa volta deviassimo dai soliti itinerari, prendendo l’uscita Busto Arsizio-Oleggio, verso il Parco del Ticino. Questo grande parco segue l’andamento del fiume Ticino che a sud bagna la provincia di Pavia e, risalendo, quella di Milano. Ancora più a nord…

  • Il Gioiello

    Serre-Giardino-della-Biodiversita_Biodiversity-Garden-Greenhouses_cover

    La natura e la sua storia Scrivere che a Padova c’è un solo gioiello non è generoso. Questa è una città a misura d’uomo e te ne accorgi appena arrivi, perché ti accolgono i portici con quella loro aria giovane, da duecentesca città universitaria quale ancora è. Anche in Prato della Valle c’è un’aria libera e frizzante, gelati, aperitivi, bancarelle, studenti sdraiati e pattinatori; un’isola centrale circondata dall’acqua e un’ottantina di statue che dal Settecento ci ricordano che questa è comunque una città d’arte. A un passo da lì, la basilica di Sant’Antonio che, anche con il suo incessante turismo religioso, ci permette di trovare raccoglimento e pace nei due chiostri. Basterebbe già questo per dire che Padova vale la…

  • Le mele d’oro del grande lago.

    Le Limonaie

    Quando il clima detta davvero le regole costruttive. C’è un grande lago italiano sulle cui rive si trovano alberi di mele d’oro portati dalla Liguria, dai frati francescani nel Duecento. Mele d’oro che sono “…uno spettacolo di ricchezza e di grazia…”, questo scriveva Goethe, ammirandole.Già nel Settecento, sul grande lago, comincia la coltivazione a livello commerciale di queste mele d’oro che venivano esportate in Germania, in Polonia e pure in Russia, tra mille peripezie, perché la sopravvivenza durante il trasporto era minacciata dal clima molto rigido. Nell’Ottocento si costituisce addirittura una società per raccogliere il lavoro di tanti piccoli coltivatori che contribuiscono a produrre una grande quantità di frutti, circa 5-6 milioni all’anno.Di tutto questo oggi rimane poco, perché nel…