• Aldo Rossi: la forza del (di)segno

    COVER Aldo Rossi e Luca Meda Serie Teatro 1982 Molteni C Giussano Eredi Aldo Rossi courtesy Fondazione Aldo Rossi

    Pensieri di un architetto. Si è da poco conclusa la mostra milanese “Aldo Rossi. Design 1960-1997”, un’inedita esposizione, curata da Chiara Spangaro, di opere appartenenti all’attività di designer del grande architetto e teorico del ‘900.Ho avuto modo di visitarla in un caldo pomeriggio domenicale dell’ottobre scorso: piazza Duomo gremita di gente, centinaia di selfie che ritraevano sullo sfondo la cattedrale milanese, una lunga fila di persone che attendevano di poter entrare per conoscere questo luogo sacro, emblema della metropoli.Ti aspetteresti un rispettoso silenzio davanti al Duomo, su quella distesa di 17 mila metri quadrati impreziositi dal lastricato di granito e marmo che anticipano la sua facciata e che le contornano i fianchi, ed invece, stranamente, il silenzio lo si trovava…

  • Non solo lighting design

    Caron Boutique interior

    Bianca Tresoldi racconta in prima persona, in un’insolita doppia veste, il suo progetto di restyling per una boutique. Corso Cavour è il “boudoir commerciale” di Arona, lungo ed elegante vicolo della città turistica sulla sponda occidentale del Lago Maggiore,Negozi raffinati, gioiellerie, pasticcerie, fiorai, si affacciano sul corso che si snoda tra largo Garibaldi e p.zza del Popolo accompagnato da stretti vicoli a lago e a monte.In c.so Cavour 96 si trova Caron, conosciuta come una delle boutique più attente alle nuove tendenze di moda femminile.Fondata negli anni ’70, Caron oggi ha una nuova forza a seguito della ristrutturazione del negozio completata nell’agosto scorso. L’acquisto di un prodotto è il risultato finale di numerosi punti di contatto tra consumatore, brand e…

  • Facciamo il punto?

    Zampieri Irori Move cover

    Paola Pianzola racconta l’evoluzione dell’interior design attraverso lo sguardo del giornalismo di settore. Vorrei condividere qualche riflessione da un osservatorio particolare com’è quello della stampa specializzata che descrive l’interior design e l’allestimento della casa così come oggi la pensano i progettisti.La situazione che abbiamo vissuto degli ultimi due anni di pandemia ha accelerato dei processi già in atto: le case sono diventate uffici, gli uffici si sono svuotati, il lavoro da remoto è una realtà dalla quale non si tornerà mai del tutto indietro, le circa 600.000 persone che in Italia già praticavano lo smart working, nel 2021 sono passate a essere 6.000.000.Siamo stati (e staremo?) molto in casa. E la casa è diventata, in un momento storico un po’…

  • Liquido è meglio.

    Divano lettino poltrone Sosia di Emanuele Magini produzione Campeggi, 2011

    C’era una volta la forma e la funzione: e oggi? Dividerei il bel libro di Tommaso Bovo (Design liquido, Forma Edizioni, 2022) idealmente in due parti, seguendo i due focolai di impressioni che si sono innescati leggendolo.La prima serie di considerazioni contiene innanzitutto un debito di gratitudine (da parte mia): finalmente qualcuno (l’Autore) ha avuto la brillante idea di raccogliere, tramite interviste, un bel po’ di materiale (esperienze, citazioni, opinioni, battute, teorie) riguardo al design, di ordinarlo, di fare domande non scontate ai vari professionisti, di garbatamente provocarli, di farsi rivelare il perimetro di una materia che personalmente trovo sfuggente alle definizioni, di proporre qualche alternativa o suggerire nuove chiavi di lettura.Il design non è una scienza esatta (per fortuna…

  • Alessandro Marchelli: il design organico

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    Mettersi sempre in gioco e spostare il traguardo ogni volta più in alto: è questo l’approccio al progetto dell’interior designer piemontese. Lasciate ogni speranza, Voi, amanti dello sviluppo lineare e degli angoli retti, delle prospettive centrali, delle simmetrie, del less is more, di minimalismo e riduzionismo: aprire la porta per entrare nel mondo di Alessandro Marchelli significa abbandonare sul pianerottolo questi concetti per farsi abbracciare da un “design liquido, fluido ed avvolgente” perché “la sua progettazione modella, plasma ogni singola forma, cercando continuamente lo stupore nel mondo contemporaneo”. Un design sinestetico? Lasciamo la domanda aperta, ma noi ne siamo convinti perché questa è la sensazione che ci ha pervaso vedendo i suoi lavori: le forme morbide, sinuose modellate con la…

  • Bianca Tresoldi: il mondo sotto un’altra luce.

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    È la “sensibilità” la qualità più importante per un lighting designer. Ancora prima che il lighting designer facesse capolino come soggetto professionale autonomo nel campo della progettazione a fianco delle ben più consolidate figure di architetti e ingegneri, Bianca Tresoldi esercitava il suo lavoro “manipolando” con passione quella materia sensibile e impalpabile, qual è la luce.Sarà banale dirlo, ma senza luce non si può vivere. Meno scontato, invece, è affermare che un buon progetto di luce ha un’enorme influenza sulla qualità della vita perché questa energia interagisce capillarmente con i sistemi biologici degli esseri viventi e conseguentemente con quelli psicologici.Se tutto ciò è facilmente intuibile nell’ambito domestico è altrettanto percettibilmente irrinunciabile anche all’interno degli ambienti di lavoro, negli spazi espositivi e…

  • Spazio al riuso (non solo riciclo).

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    È questo uno dei temi che Mario Cucinella ha posto con la sua installazione al Salone del Mobile. La 60° edizione del Salone del Mobile ha ospitato, nello spazio S. Project, l’installazione DESIGN WITH NATURE, sviluppata con la collaborazione dell’architetto Mario Cucinella che ne ha curato il progetto: la presentazione, avvenuta attraverso la proiezione d’immagini renderizzate durante la conferenza stampa del marzo scorso, ha creato un clima di attesa per l’installazione concepita in perfetta coerenza con quel percorso che Mario Cucinella, insieme al suo team internazionale di progettazione, da anni esplora con l’obiettivo di costruire e diffondere una cultura della sostenibilità.Cogliamo l’occasione della visita per documentare l’installazione che si è snodata lungo i 1400 mq del padiglione 15 del quartiere…

  • Il Salone secondo…

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    …Victor Vasilev, Francesco Lucchese, Giovanna Azzarello, Gianluigi Landoni, Rosaria Sofia Galli, Paola Pianzola. A pochi giorni dalla chiusura della sessantesima edizione del Salone del Mobile abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti del settore di raccontare le loro personali impressioni sull’evento fieristico milanese. Quali sguardi migliori per cogliere aspetti che, magari, risultano invisibili ai più? IL SALONE SECONDO…: Victor Vasilev, architetto e designer. Il successo di questa edizione del Salone del Mobile non è giunto inaspettato: tra gli Operatori si sentiva l’esigenza, dopo due anni di pandemia, di ritornare in presenza ed io stesso ero impaziente di ripercorrere i padiglioni, visitare gli stand, toccare i prodotti all’interno della struttura Fiera Milano, un luogo speciale che, anche ad anni di distanza dalla sua…

  • Se il passato diventa trendy

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    Una riflessione sull’heritage marketing: la riscoperta di oggetti, di una nuova familiarità di gesti e abitudini fa rivivere un mondo attualizzando il design di un tempo con inaspettate emozioni. Non è un caso. Non è mai un caso quando c’è di mezzo il marketing. Quindi il gesto di far via la polvere da prodotti, marchi, lettering, da qualche parte certamente arriva: una brezza che s’annuncia leggera, che fa socchiudere gli occhi, sfiora il cuore, ci porta i profumi, tocca i sentimenti.Il marketing non è un universo parallelo, che ragiona coi suoi canoni, è qui accanto a noi, vuole conoscerci e anticiparci con le sue soluzioni. E quindi la decisione di togliere la polvere non poteva che scaturire indagando i fenomeni…

  •  RAFFAELLO GALIOTTO: il design del processo. 

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    “Del marmo non si butta niente” “Raffaello Galiotto è uno dei maggiori esperti di design litico. Ma lavora anche con la plastica: che vuole difendere”.È il sottotitolo dell’articolo che nel settembre scorso il quotidiano “la Repubblica” ha dedicato al designer vicentino. Classe 1967, formatosi presso l’Accademia veneziana di Belle Arti, il lavoro di Raffaello Galiotto sembrerebbe essere diviso tra la passione per i materiali naturali ancestrali, quali sono il marmo e la pietra, e quella per il prodotto artificiale per eccellenza, il polipropilene, inventato dall’uomo circa una settantina di anni fa. Due facce di una stessa medaglia? No, si tratta in realtà di soli due aspetti d’una poliedrica personalità che vede Raffaello Galiotto impegnato su più fronti col proprio studio…