Dialoghi

interviste di folderonline a:  artisti, designers e architetti

  • Uto Balmoral: rinascere ogni giorno

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    Un incontro sui generis per parlare (anche) di design. Uto Balmoral non si può vedere, non si può ascoltare, non si può abbracciare: di lui non si può percepire neanche il profumo. Qui la pandemia non c’entra, siamo in un altro mondo. Sì, perché Uto Balmoral non esiste, è un personaggio di pura invenzione: è un progetto di design che progetta oggetti di design e che afferma di non credere nel design.Siamo in un ginepraio? No! Se mi si chiedesse di dare una rappresentazione grafica di Uto Balmoral sceglierei il celeberrimo disegno di Escher, Drawing Hands: una mano che disegna su un foglio di carta un’altra mano che, a sua volta, sta disegnando la prima mano. E se mi si…

  • Luisa Bocchietto: (progettare) meno oggetti e più soluzioni

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    È ciò che l’esperienza internazionale dell’architetto biellese suggerisce con forza per l’immediato futuro del design italiano. E non solo. Dialogare con Luisa Bocchietto è stato sorprendente: non saprei restituire con un’altra parola il privilegio e le sensazioni provate nell’essere di fronte ad un architetto che ha ricoperto le più prestigiose cariche istituzionali in campo professionale e contemporaneamente avere, con lei, la percezione di condividere numerosi punti in comune: interessi che s’allargano oltre gli anni accademici che ci hanno visto frequentare, nello stesso periodo, il Politecnico di Milano; oppure “ritrovarsi” con uguali aspirazioni in una formazione classica ed autonoma, non sollecitata o tramandata per legami o eredità, e poi intraprendere percorsi e scelte professionali dettate da esigenze familiari che l’hanno portata…

  • Paolo Rava: “il meno per più”.

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    Intervenire caso per caso e luogo per luogo: è il principio della sostenibilità mediterranea. Nel 2015 l’AESS, l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena, assegna il Premio Sostenibilità per la categoria ristrutturazione/restauro al progetto di restauro scientifico dell’ex refettorio del convento aggregato alla chiesa di Sant’Ilario, a Faenza, risalente al XVII secolo: si intuisce, leggendo le motivazioni della giuria, che a far da contraltare a talune perplessità circa la reale efficienza e sostenibilità prospettate da tanti progettisti, il lavoro curato da Paolo Rava A+4 Studio è apparso, invece, oltremodo convincente. E lo dichiara la stessa motivazione del Premio: “…il risultato di una progettazione edificio-impianto estremamente accurata e dettagliata”. E’ proprio dalle stanze di questo edificio storico, attualmente utilizzate…

  • Ilenio Celoria: la fotografia di ricerca.

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    La diffusione di una cultura collettiva dell’immagine come “obiettivo” primario. È del 16 maggio 2022 la prima email:“Buonasera Ilenio, sono Annamaria Cassani, architetto e responsabile del magazine digitale www.folderonline.it. Ho visitato proprio ieri le mostre fotografiche a Casale Monferrato in occasione dell’evento MonFest 2022. Sono rimasta particolarmente colpita dal suo lavoro sugli Infernot che ho trovato molto “architettonico” e, solo dopo, leggendo la sua biografia, ho capito perché. Vorrei proporle un’intervista per un articolo sulla nostra rivista che la invito ad esplorare. Mi piacerebbe poter parlare dei suoi lavori. La ringrazio, Anna”. Il 19 maggio 2022 riceviamo la email di risposta:“Gentilissima Annamaria, sono molto contento che il mio lavoro le sia piaciuto. Le fotografie sono il risultato di un lungo…

  • Alessandro Marchelli: il design organico

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    Mettersi sempre in gioco e spostare il traguardo ogni volta più in alto: è questo l’approccio al progetto dell’interior designer piemontese. Lasciate ogni speranza, Voi, amanti dello sviluppo lineare e degli angoli retti, delle prospettive centrali, delle simmetrie, del less is more, di minimalismo e riduzionismo: aprire la porta per entrare nel mondo di Alessandro Marchelli significa abbandonare sul pianerottolo questi concetti per farsi abbracciare da un “design liquido, fluido ed avvolgente” perché “la sua progettazione modella, plasma ogni singola forma, cercando continuamente lo stupore nel mondo contemporaneo”. Un design sinestetico? Lasciamo la domanda aperta, ma noi ne siamo convinti perché questa è la sensazione che ci ha pervaso vedendo i suoi lavori: le forme morbide, sinuose modellate con la…

  • Bianca Tresoldi: il mondo sotto un’altra luce.

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    È la “sensibilità” la qualità più importante per un lighting designer. Ancora prima che il lighting designer facesse capolino come soggetto professionale autonomo nel campo della progettazione a fianco delle ben più consolidate figure di architetti e ingegneri, Bianca Tresoldi esercitava il suo lavoro “manipolando” con passione quella materia sensibile e impalpabile, qual è la luce.Sarà banale dirlo, ma senza luce non si può vivere. Meno scontato, invece, è affermare che un buon progetto di luce ha un’enorme influenza sulla qualità della vita perché questa energia interagisce capillarmente con i sistemi biologici degli esseri viventi e conseguentemente con quelli psicologici.Se tutto ciò è facilmente intuibile nell’ambito domestico è altrettanto percettibilmente irrinunciabile anche all’interno degli ambienti di lavoro, negli spazi espositivi e…

  •  RAFFAELLO GALIOTTO: il design del processo. 

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    “Del marmo non si butta niente” “Raffaello Galiotto è uno dei maggiori esperti di design litico. Ma lavora anche con la plastica: che vuole difendere”.È il sottotitolo dell’articolo che nel settembre scorso il quotidiano “la Repubblica” ha dedicato al designer vicentino. Classe 1967, formatosi presso l’Accademia veneziana di Belle Arti, il lavoro di Raffaello Galiotto sembrerebbe essere diviso tra la passione per i materiali naturali ancestrali, quali sono il marmo e la pietra, e quella per il prodotto artificiale per eccellenza, il polipropilene, inventato dall’uomo circa una settantina di anni fa. Due facce di una stessa medaglia? No, si tratta in realtà di soli due aspetti d’una poliedrica personalità che vede Raffaello Galiotto impegnato su più fronti col proprio studio…

  • ADRIANO DESIGN: una ricerca permanente.

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    “…ogni singola cosa può essere riprogettata sempre in un modo diverso e migliore” 17 novembre 2010, prima del fischio di inizio dell’amichevole tra la nazionale di calcio argentina e quella brasiliana, due famosi campioni, Ossie Ardiles e Carlos Alberto, ex calciatori dei rispettivi schieramenti, si sfidano ad una partita di calcio su un biliardino in cristallo posto al centro del campo da gioco del Khalifa Stadium di Doha, in Qatar: si trattava di “Gold Teckell”, calcio balilla in edizione limitata prodotto in Italia da B.Lab .28 maggio 2014: l’azienda piemontese FACEM-TRE SPADE si vede assegnare il premio Compasso d’Oro ADI per un oggetto grande quanto una moneta. Si trattava della valvola per sottovuoto “Takaje”, che in piemontese significa “ho fatto…

  • Pepe Tanzi: “Album” di famiglia.

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    La luce nel cuore della Brianza, tra artigianato ed alta tecnologia. Medusina, Seppiolina, Caramella, Diatomea, Galaverna, Patata, Stellina….Non sono i nomi dei personaggi di una favola, sul tipo di quelli che potrebbe incontrare Alice in un immaginario sequel dell’originale racconto: sono le “poesie” di Pepe Tanzi, divenute tangibili nelle forme di raffinate lampade in vetro soffiato e formato a mano.Stiamo parlando della produzione di Album, azienda monzese fondata da Pepe Tanzi verso la fine degli anni ’80, nella quale riverbera tutta la sua particolare attrazione per le forme in cui la natura si manifesta ed il forte interesse e curiosità per gli aspetti tecnologici più avanzati. Attento osservatore dei cambiamenti di gusti e abitudini della società post ’68, Pepe Tanzi…

  • Claudio Bitetti, punto.

    Notes per Mogg 3

    Il Pensiero che diventa Forma.  “Un giorno, in un’officina di fabbri posai una lampadina su un guanto appoggiato su di un bancone: involontariamente quel guanto si trasformò in un ironico svuota tasche. Oggi con questo progetto desidero ringraziare tutti coloro che, con le loro mani dense di conoscenza e sapienza, quotidianamente concretizzano i miei sogni e deliri”.Così scriveva una ventina d’anni fa Claudio Bitetti per narrare la genesi di Mimì, un portaoggetti da parete prodotto da Minottiitalia, e ci sembra di poter dire che in quelle poche righe siano condensati gli elementi che caratterizzano il suo lavoro: uno sguardo ironico, e decisamente fuori dal comune, sulla realtà che è sotto gli occhi di tutti ma che lui sa trasformare attraverso…