Michele De Lucchi_ Con le mani e con la mente, 2024, installation view, Courtesy Volumnia, Piacenza foto Fausto Mazza Studio
Design

“CON LE MANI E CON LA MENTE”.

a cura della Redazione

 

La nostra visita alla mostra di Michele De Lucchi presso lo spazio Volumnia.

C’è un motivo in più per visitare Piacenza prima che il mese di giugno giunga al termine: al patrimonio culturale di cui la città può vantarsi in termini di arte e di architettura si è aggiunta dal 6 aprile scorso la mostra personale di Michele de Lucchi, architetto, designer, artista, professore, insignito del premio Compasso d’oro alla carriera nel 2022, protagonista delle avanguardie di architettura e di design sin dagli anni ’70.

All’interno di uno spazio espositivo molto suggestivo – l’ex chiesa di Sant’Agostino, dove la gallerista Enrica De Micheli ha dato vita nel 2018 allo spazio Volumnia   è raccolta la più grande selezione (95 opere) del lavoro più personale dell’architetto ferrarese: un’ampia produzione che spazia dai modelli di architettura agli oggetti di design sperimentale di Produzione Privata, alle sculture e agli Artworks.

È una guida d’eccezione che ci accompagna nella visita: la padrona di casa.

Lasciamo che sia lei, Enrica De Micheli, a narrare di come è avvenuto l’incontro con Michele De Lucchi e come è nata l’idea della mostra, curata da Paola Nicolin e allestita da AMDL CIRCLE, che racconta “Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura”

“Io mi occupo soprattutto di design storico, quello dei nostri maestri degli anni ’50 e se in questo spazio non ci fosse ora la mostra di De Lucchi, vedreste salotti, sedie, credenze di Gio Ponti, Franco Albini, Luigi Caccia Dominioni, Carlo Scarpa, Gianfranco Frattini, solo per citarne alcuni.

L’occasione per conoscere De Lucchi mi è stata offerta da una libreria di Andrea Branzi di cui Michele aveva curato la produzione e che era presente nella mia esposizione. Sin da subito ho percepito che poteva esserci una sintonia tra le nostre attività: Michele è venuto a visitare Volumnia e se ne è innamorato, così come era accaduto a me qualche anno prima: è uno spazio magico, particolare, inconsueto, un luogo in cui si viene nutriti dalla bellezza e dall’energia positiva che sprigiona.

In seguito ho contraccambiato la visita recandomi al “Chioso”, lo studio personale che Michele possiede ad Angera, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Il Chioso è un luogo incantevole: mi sono stupita di come la grandezza di Michele De Lucchi si concentri in un laboratorio che si percepisce, in realtà, come molto intimo e poetico, colmo di attrezzi che utilizza per i suoi lavori. Nel mostrarceli, lui ci immerge nel suo mondo.”

È stato a quel punto che abbiamo deciso di fare qualcosa che unisse le nostre attività e in poco tempo abbiamo organizzato la mostra presso il mio spazio”

Il percorso espositivo è articolato in diverse sezioni (l’assenza di didascalie sui pannelli è egregiamente sopperita da una planimetria cartacea in cui sono elencate tutte le opere esposte).

La navata centrale ospita una selezione di prototipi e pezzi storici, diventati rari nel tempo per via della produzione limitata, e racconta l’identità di Produzione Privata, il laboratorio di design fondato nel 1990 da Michele De Lucchi e Sibylle Kicherer, per dare continuità all’esperienza Memphis e ideare oggetti sperimentali, indipendenti dalle logiche del mercato. Sono mobili, arredi e lampade realizzati da artigiani, risultato di un lavoro al crocevia tra arte e design.

All’incrocio tra la navata ed il transetto una pedana ospita un vaso in vetro giallo che Michele De Lucchi ha progettato proprio per Volumnia in limited edition : 20 esemplari firmati e numerati in esclusiva per la Galleria.

Le due ali del transetto ospitano rispettivamente la quadreria (schizzi a matita, disegni a matita bianca e tempera, opere in “legno cucito da Muro”) e la proiezione del video sulle “Satellite Stations”, un progetto di AMDL CIRCLE nato dalle riflessioni sulla necessità di un’architettura integrata nella natura, che possa ritornare come humus alla natura stessa, una volta concluso il suo ciclo vitale.

L’ultima sezione della mostra è dedicata all’esposizione di oggetti e Artworks – ricerca avviata da De Lucchi nel 2003 e che oggi conta oltre cinquecento sculture, la maggior parte in legno, il materiale d’elezione

dell’autore. Si tratta di veri e propri modelli di possibili architetture, realizzate secondo la tecnica del legno cucito con fil di ferro, ispirata dalla tradizionale cucitura delle canoe Inuit.

Completano l’esposizione – ma si tratta di una vera e propria “incursione” in termine di tematiche– l’opera “Nido” dell’artista visuale e performer Nico Vascellari, composta da due pezzi: un nido vero e proprio esposto in tutta la sua integrità ed un nido destrutturato, scomposto nelle centinaia di piccoli rametti che originariamente lo costituivano, raggruppati ed allineati secondo somiglianza di forma sino a creare un’opera grafica astratta.

In conclusione: un’esperienza a carattere sinestetico pe il visitatore che, varcata la soglia, si trova immerso nella sacralità di uno spazio storico, in un’atmosfera carica di meravigliose essenze profumate, con una musica di sottofondo, quella del filmato, che accompagna in loop tutto il percorso.

E alla fine, a visita conclusa, resta il desiderio amplificato di ricercare, fuori da quello spazio, tutta la bellezza che si è trovata all’interno.


s f o g l i a l a g a l l e r i a

Michele De Lucchi architetto
Via Varese, 15 20121 Milano Italy
📞 +39 02 637868
📩   amdl@amdl.it 


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