casa in Valtournenche
Architettura,  Interni,  Residenziale

Uscire dal bozzolo

A Valtournenche, a pochi passi da Cervinia, il restyling di una casa vacanza offre l’occasione per una elegante rivisitazione della tradizione locale.

Al cospetto di sua maestà il Cervino, la montagna che svetta imponente tra l’Italia e la Svizzera, si trova Valtournenche, cittadina dalla storia antica e dalle tradizioni radicate, dove ancor oggi riecheggia il “patois” valdostano.
Difficile parlare del paese senza soffermarsi su quella piramide di granito perfetta, che qui chiamano ancora Gran Becca, che lo sovrasta e che ne fa uno dei luoghi dove è ancora possibile scovare piccoli angoli di paradiso come il Lago Blu, o riscoprire profumi dimenticati passeggiando nei boschi che lo circondano o, ancora, farsi rapire dalla suggestiva cascata di Cheneil; un paese che, pur legato al turismo, non dimentica la sua peculiarità: essere a misura d’uomo.
È in questo speciale contesto che una famiglia milanese, composta da una coppia di professionisti e da una figlia adolescente, amante dello sport, decide di trascorrere i weekend invernali e le vacanze estive in un appartamento sicuramente adatto allo scopo ma che necessitava di un intervento che lo rendesse contemporaneo, all’insegna del binomio “armonia e praticità”.

L’incarico è stato affidato a Virginia Lorello, architetto con studio a Milano.
L’abitazione, un classico trilocale con un unico bagno ed un godibilissimo balcone, è inserito in un condominio risalente agli anni ’60. Come spesso accade in questi contesti, in cui la relazione con l’intorno naturale è particolarmente sentita, la costruzione è ben integrata nel paesaggio e ricalca le tradizionali tipologie costruttive presenti nella località turistica ispirate ai cosiddetti “rascard”: edifici in legno con originaria destinazione a stalla e a deposito cereali che poggiano indirettamente sopra una base in pietra tramite sostegni in legno e pietra chiamati “funghi” per la particolare forma che vengono ad assumere.
Commenta Virginia Lorello: “Osservare questo tipo di residenze a Valtournenche è stato un motivo in più per integrare l’utilizzo dei due materiali protagonisti, la pietra ed il legno, al fine di mantenere un legame con il luogo. Nella progettazione occorre sempre far riferimento al contesto, in qualsiasi situazione; il che significa partire dal luogo fisico per far emergere, se ci sono, le potenzialità espressive nei materiali da cui prendere ispirazione, e non solo: definiscono il contesto anche i committenti, il budget dedicato, ciò che il mercato offre in quel momento, gli artigiani e le imprese che vi lavorano. Ed infine la mia personale sensibilità in quella precisa circostanza. Un progetto non è mai avulso da tutto questo”.
L’intervento più sostanziale ha riguardato la zona giorno, originariamente suddivisa tra un angusto ingresso con andamento ad “L” che disimpegnava una minuscola cucina, chiusa, ed il soggiorno da cui si accedeva alla zona notte, rimasta invariata nella distribuzione planimetrica, composta da due camere ed il bagno. Liberati tutti gli spazi dai tavolati superflui, che incasellavano ogni funzione in piccole stanze, la progettista è riuscita, nel rispetto della tradizione dei materiali locali, a conferire maggiore respiro e luminosità agli ambienti grazie anche ad una sapiente scelta delle cromie e dei serramenti a profili ridotti.

Spiega l’architetto: La tipica residenza locale di Valtournenche è molto bassa, con spazi piccoli, totalmente rivestiti in legno e caratterizzati da illuminazione calda e flebile. Solo in esterno, generalmente, è possibile ritrovare l’accostamento di pietra grigia e legno, tipico delle tradizionali architetture vernacolari.
Durante i sopralluoghi a Valtournenche mi sono accorta dell’esistenza di un diffuso approccio progettuale che investe anche le nuove realizzazioni: locali estremamente avvolgenti, integralmente rivestiti in legno, ed in legno anche gli arredi, le partizioni mobili, i serramenti, i ribassamenti dei soffitti…
A questo si aggiunge la sovrapposizione di un linguaggio pieno di dettagli, profili disegnati, ed una luce fioca e molto calda. L’effetto percepito è quello di un ambiente ovattato, confortevole sicuramente, ma molto “chiuso”, nel quale tutto appare più “lento”, pesante e antico.
È questo per me un tema di grande fascino e meritevole di ulteriore approfondimento ma proponibile, a mio avviso, solo nella giusta collocazione. Oggi nelle residenze è comunemente apprezzato il valore della luce, della facilità di pulizia e di gestione. In questi contesti non entra la frenesia della vita contemporanea –in fondo questa è una casa vacanza– ma la possibilità di abitare con maggiore facilità e leggerezza. Erano questi i valori da perseguire, insieme all’eleganza, che indubbiamente aumentano la qualità della vita dei residenti.

Quindi è stato detto sì al legno e alla bellezza del suo calore, e sì anche a superfici dure come pietre ma con altrettanta facilità di utilizzo e manutenzione. E, ancora, sì alle pareti dai colori chiari e alle finestre che permettono una maggiore quantità di luce naturale: si voleva uscire dal tradizionale “bozzolo di legno”.

Il colore grigio utilizzato per le pareti, i tessuti, le nuove pavimentazioni e il rivestimento del bagno, è il trait d’union della composizione: una tonalità che esalta le sfumature dorate del rovere e la sensazione di calore ulteriormente sottolineata dalla presenza di complementi in rame (con finitura lucida per piccoli ripiani a parete e per alcuni corpi illuminanti oppure satinata per le maniglie serie Euclide di Olivari ed altre lampade).
Gli spazi minimi caratteristici degli interni delle abitazioni di montagna sono stati ottimizzati con una precisa, “millimetrica” attenzione nella progettazione degli arredi che ha consentito di non rinunciare ad alcun tipo di comfort.

Nel nuovo assetto -che vede la cucina, ampliata, formare un open space con il soggiorno da cui è separata solo dall’isola che ospita il piano cottura e la cappa sottopiano– la diversità delle funzioni viene evidenziata da due tipi di pavimentazioni: grandi lastroni di colore grigio ad effetto pietra “a spacco” (serie Limestone di Cotto d’Este) per l’area ingresso/cucina (ideale per il disbrigo delle funzioni familiari al rientro dopo una giornata passata sui campi da sci) e parquet originario in rovere per il soggiorno rinvigorito dai lavori di levigatura e di verniciatura con effetto opaco.
Qualche dettaglio sulle forniture: i mobili della cucina e del bagno sono realizzati su disegno di Virginia Lorello; il tavolo da pranzo, il tavolino/contenitore da salotto e il mobile porta Tv appartengono al catalogo dell’azienda francese Cocktail-Scandinave (Collezione Moving in legno massello di pino cerato); i comodini della camera matrimoniale appartengono alla collezione “Componibili” di Kartell. Altri elementi d’arredo (letto contenitore, scrivania e divano) sono stati scelti tra quelli offerti dalla grande distribuzione che meglio si accordavano alla filosofia del progetto. 

L’illuminazione è stata affidata a Wever&Ducrè (RAY – 1.0 PAR16) e Vistosi (Lucciola Applique) per le plafoniere; a Estiluz (Luck – T-2443), Kartell (Fly) e Wever&Ducrè (RAY – 2.0 PAR.16) per le sospensioni; a Aldo Bernardi (FATE – LENZA), Vistosi (Lucciola Faretti) e a Wever&Ducrè (TUBE OUTDOOR) per le lampade a parte; a Vibia (JOIN SMALL) per la lampada da tavolo.

Un altro dettaglio interessante: per la camera da letto matrimoniale la progettista ha voluto rendere omaggio all’allestimento presente in alcune sale del Museo Serralves di Porto. “Questa installazione temporanea, curata dallo studio COR Arquitectos nel 2017, è il tassello finale di un percorso che parte agli inizi del secolo scorso. L’allestimento di questa sezione è rimasto fortemente impresso nella mia mente: il singolare equilibrio di piani e pitture mi ha emozionato e mi ha dato lo spunto per ricreare un’esperienza analoga nella camera letto dei Committenti: ho immaginato un gioco di pannelli in cartongesso che nascondessero gli elementi illuminanti e che facessero percepire lo spazio come un’intima alcova”.


s f o g l i a l a g a l l e r i a 

text by
ANNAMARIA CASSANI

project
VIRGINIA LORELLO
Giardini La Viridiana,
Via delle Forze Armate 260,
20152 Milano
📞 335 147 0597
📩 info@virginialorello.it

images
VIRIGINIA LORELLO

                         guest
handles:
OLIVARI
lamps:
 WEVER DUCRE, VISTOSI, ESTILUZ, ALDO BERNARDI, VIBIA
furniture: KARTELL,
COCKTAIL-SCANDINAVE.FR
flooring: COTTO D’ESTE

 


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