MODULAR HOUSE
Architettura,  Interni,  Residenziale

Progetto per una “Modular House”

Come ripensare lo spazio per le persone.

Affascinati da una calda e suggestiva atmosfera che traspariva da un’immagine di architettura calata in un contesto naturale in cui ci siamo imbattuti girovagando per il web, solo dopo aver contattato i progettisti abbiamo appreso che non si trattava di una foto reale ma di un’ immagine “renderizzata” che ha ingannato l’occhio.
Nessuna delusione, anzi, ne approfittiamo per parlarne anche, e a maggior ragione, alla luce dei risultati di una recente ricerca dell’americana “Research and Markets” che ha previsto, per il periodo 2019/2025, un aumento consistente dell’edilizia di tipo prefabbricato che garantirebbe, rispetto all’edilizia tradizionale, un maggior controllo sull’efficienza energetica e sulla ecosostenibilità dei materiali e dei processi impiegati.
Lo studio italiano sh.arch (society for human architecture) con sede a L’Aquila, nel 2018 ha partecipato alla seconda edizione del concorso internazionale “Design your modular house“, indetto dall’azienda spagnola Casas inHAUS, proponendo un modello di prefabbricazione per l’edilizia residenziale alla cui base si sovrappone la ricerca della possibilità di coesistenza tra il sistema costruttivo standardizzato e le peculiarità delle necessità e dei desideri delle persone.

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Così i progettisti descrivono gli obiettivi, le componenti e le potenzialità della loro “MODULAR HOUSE”:

 “Society for Human Architecture” è anzitutto una dichiarazione di intenti; racconta il tentativo di fare di ogni progetto un qualcosa che sia realmente materializzazione delle idee, delle abitudini, dei sogni, e soprattutto delle necessità di chi quei progetti andrà ad “abitarli”. Questo paradigma, valido ad ogni scala di intervento, dalla casa al museo piuttosto che la biblioteca fino anche allo spazio urbano, rappresenta in sintesi la volontà di rimettere le persone al centro del progetto di architettura. A questo si accompagna l’attenzione ai luoghi, la ricerca e l’interpretazione dei valori specifici e delle possibilità che ogni contesto possiede.
Modular House nasce dalla ricerca attorno al tema dell’abitare intrecciato con i concetti di modularità e prefabbricazione tipici della costruzione in serie.
Come poter conciliare una produzione modulare con la necessità e al contempo desiderio di personalizzazione che investe lo spazio dell’abitare di ogni individuo e con le specifiche caratteristiche che il luogo e contesto d’inserimento presentano.
Coniugare l’attenzione alle qualità dell’abitare e dello spazio costruito con l’ottimizzazione del processo, il fine: garantire standard elevati a costi contenuti senza che questo conduca ad uniformità e appiattimento.

L’idea è quella di un organismo abitativo altamente adattabile e personalizzabile, non limitatamente al momento della costruzione ma anche durante la vita utile dell’edificio;

un organismo appunto, che viva in simbiosi con chi lo abita e possa seguirne il mutare delle necessità trasformandosi con esse. Come raggiungere lo scopo restando nel solco della costruzione in serie e quindi contendendone i costi, producendo un qualcosa di accessibile ai più? Quello che abbiamo fatto è pensare l’organismo abitativo scomposto in due componenti con ruoli differenti, entrambe prefabbricate e assolutamente standard, ma dalla cui interazione possono scaturire infinite possibilità. Una serie di portali in acciaio affiancati gli uni agli altri e delle “scatole funzionali” che abbiamo definito living boxes, da potersi collocare e spostare, anche in secondo tempo, in qualunque punto all’interno dei portali. I portali definiscono il campo spaziale della casa, costituiscono una guida, le living boxes la componente modificabile. Per rendere meglio l’idea utilizziamo un parallelo con il mondo dell’informatica: se i portali costituiscono la componente hardware del pc la sua “scheda madre”, gli ambienti funzionali delle living boxes sono assimilabili al software che ogni utente può “installare”, rimuovere, spostare o modificare a seconda dei propri bisogni e in qualunque momento. I portali costituiscono la scheda madre della casa non soltanto concettualmente e spazialmente, ma anche dal punto di vista strutturale ed impiantistico svincolando così da tutte queste funzioni le living boxes che restano così come organi indipendenti liberati da ogni tipo di vincolo e quindi disponibili ad ogni tipo di spostamento”.


s f o g l i a l a g a l l e r i a 

a cura della
REDAZIONE

progetto
SH.ARCH STUDIO
(society for human architecture)

Via Matteo da Leonessa 14
67100 L’Aquila AQ

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Casas inHAUS


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