Un appartamento per 6
a cura della Redazione
Una trasformazione funzionale diventa l’occasione per un omaggio agli anni ’60
Nella prima periferia di Imola, un appartamento inserito in un complesso risalente agli anni ’60 viene completamente ripensato per accogliere una famiglia numerosa: Denis, Francesca e i loro quattro figli.
Il progetto, curato dall’architetto Gian Luca Zoli, con studio a Faenza (RA) affronta una sfida complessa e attuale: coniugare spazi di relazione vivibili con la necessità di garantire a ciascun membro della famiglia un proprio ambito privato.
L’intervento parte da un gesto radicale: denudare la parte strutturale dell’appartamento, una classica struttura a telaio in calcestruzzo armato.


Pilastri e travi, riportati a vista, diventano la spina dorsale del nuovo programma funzionale, un elemento identitario che organizza gli ambienti e conferisce carattere all’intera abitazione: la struttura, in questo modo, non rappresenta solo un vincolo, ma un linguaggio che attraversa gli spazi e li connette.
L’ingresso conserva il pavimento originario in marmo nero, un frammento della storia dell’abitazione che diventa segno di continuità; la cromia del marmo viene ripresa per creare punti focali su tratti di pareti, nelle cromie di alcuni complementi d’arredo e nei mobili della cucina (Arrital). Una Tolomeo a parete, con la sua impronta iconica, definisce immediatamente il carattere dello spazio in cui si sta entrando.




Superato l’ingresso, il progetto introduce una nuova quota di camminamento, resasi necessaria per l’integrazione dei nuovi impianti compreso il sistema radiante a pavimento: per la nuova superficie si opta per un rivestimento in doghe di rovere di piccolo formato, dalla calda vocazione domestica. La posa dritta accostata crea un effetto geometrico ordinato e rigoroso per un pavimento che non ruba la scena, ma la incornicia con discrezione.
Il living è uno spazio composto con eleganza e misura, una sintesi riuscita tra rigore formale e accoglienza domestica. Il tavolo da pranzo (Palace di Sovet) con base in metallo brunito e top in ceramica effetto marmo ha una vocazione scultorea e, le sedie a sbalzo in rattan con struttura in tubolare d’acciaio (Tento di Sklum), evocano, invece, un’estetica modernista. Le lampade a soffitto POP P12T di Oty Light completano l’area pranzo.




Per le finiture superficiali di alcuni tratti di pareti la scelta ricade su resine ecologiche (Arteviva) dai toni delicati, una reinterpretazione contemporanea del design italiano degli anni ’60: la palette tenue si confronta con la ruvida presenza della struttura a vista, costruendo un equilibrio misurato tra memoria e attualità.
Accanto agli arredi di serie trovano posto elementi realizzati su disegno: un mobile d’ingresso in legno che integra guardaroba, scarpiera e libreria a giorno; piani-scrivania e piani d’appoggio per i lavabi, sospesi in multistrato con finitura in resina ecologica coordinata alle pareti; una porta scorrevole in vetro extrachiaro con telaio in rovere, progettata per separare la cucina dalla zona pranzo/living senza interrompere la continuità visiva.




L’intervento mostra come un appartamento con alle spalle più di sessant’anni di storia possa essere reinterpretato senza perdere leggibilità né coerenza. La riorganizzazione degli spazi e la selezione dei materiali definiscono un impianto progettuale capace di rispondere alle esigenze attuali mantenendo un rapporto chiaro con la struttura originaria. Il risultato è uno spazio domestico che migliora prestazioni e qualità d’uso attraverso scelte misurate, privilegiando la coerenza delle soluzioni e la funzionalità complessiva dell’intervento rispetto a una ricerca unicamente estetizzante.
ospite
Gian Luca Zoli
Corso Giuseppe Garibaldi 3 – 48018 Faenza RA
+39 338.7999130
glz@gianlucazoli.it
immagini
s f o g l i a l a g a l l e r i a


