amarcord
Design

60 anni di Salone Internazionale del Mobile: un amarcord

Un compleanno importante, ma per adesso manca ancora il festeggiato.
Nei giorni storicamente deputati per il “Salone” si resta in nostalgica attesa dell’evento in una insolita versione autunnale.

Sono trascorse poche settimane dall’accorato appello rivolto al Governo da parte degli organizzatori del Salone Internazionale  del Mobile: a pochi mesi da una tanto ipotetica quanto agognata edizione autunnale per il 2021, è immediato il riaffacciarsi alla mente, per i professionisti del settore o anche per chi solo si è appassionato al tema, di quella sensazione di smarrimento causato dalla cancellazione nello scorso anno della manifestazione che ha ormai assunto una risonanza internazionale.
Mese della Pasqua e dei primi tiepidi soli primaverili, aprile è,  da 60 anni a questa parte, anche il mese del “Salone” e dei mille  -non è una metafora- appuntamenti del “Fuorisalone” durante quella che vien definita come la Design Week: un vero e proprio evento che coinvolge Milano e la sua area metropolitana, sconvolgendone i ritmi, amplificandone il fascino con la riscoperta di angoli tanto nascosti quanto suggestivi.

Presso l'arco della Pace in Corso Sempione a Milano  una immagine di una installazione relativa al Fuori Salone dl 2019

Facciamo un passo indietro. Il Salone nasce nel 1961 con il preciso intento di promuovere un’industria italiana d’eccellenza, quella dell’arredamento e dei suoi complementi. Nel giro di pochi anni è divenuto fonte di ispirazione e aggiornamento imprescindibile per architetti e designer: circa 400 mila visitatori in 6 giorni provenienti da 181 Paesi sono i numeri dell’ultima edizione live, quella del 2019.
Il richiamo e il successo della manifestazione sono legati indiscutibilmente alla straordinaria storia del design italiano, un connubio ed una visione tra aziende eccellenti nel campo dell’arredo e designer che hanno alimentato la fama del “Made in Italy” nel mondo: Gio Ponti, Bruno Munari, i Fratelli Castiglioni, Marco Zanuso, Cini Boeri, Gaetano Pesce, Anna e Giulio Castelli di Kartell, solo per citarne alcuni.

Va da sé che l’evento, ancor prima che di solide relazioni commerciali, sia fonte di conoscenza, cultura e capacità di far confluire progetti basati sulla qualità, sulla tanto invocata sostenibilità, sull’eccellenza dei contenuti oltre che delle forme.

Salone del Mobile Rho Fiera 1Il Salone, che dal 2005 viene organizzato negli spazi espositivi di Fieramilano a Rho progettati dall’architetto Massimiliano Fuksas, si è via via espanso, includendo con scadenza biennale anche altre mostre specializzate quali Euroluce, Eurocucina ed il Salone Internazionale del Bagno. A sottolineare ulteriormente la vocazione internazionale, nel 2005 nasce il salone World Wide Moscow che, a partire dal 2018, cambia denominazione diventando Salone del Mobile Milano/Moscow. Con simili presupposti e identica energia visionaria, nel 2016 viene lanciato il Salone del Mobile Milano/Shanghai. Chi ha avuto l’occasione di visitarne i vari padiglioni -suddivisi tra Classico, Moderno, Design, Complementi d’Arredo e Salone Satellite– conosce perfettamente la sensazione di immergersi in un’atmosfera così particolare, ricca di creatività, un vero e proprio viaggio interattivo nell’eccellenza nel quale ci si stupisce e si comprende come da un concetto nasca un prodotto, o un’intuizione diventi un oggetto di uso comune.  E come in tutti i viaggi ci si arricchisce d’esperienza e si porta a casa un ricordo, un oggetto, una fotografia: la poltrona ecosostenibile di Peter Harvey presentata nel 2011, le creazioni ispirate alla Pop Art di Modà – Di Liddo & Perego, la sobrietà di linee e l’uso crescente di materiali poveri che nel 2012 accompagna l’onda della crisi economica, la riscoperta delle tendenze naturali sia nei mobili che nelle texture nel 2013…

Un piccolo balzo in avanti e, nel 2015, viene alla luce il “Workplace 3.0”: un laboratorio di idee volto alla conoscenza e alla comprensione dei futuri  -e si potrebbe dire, col senno di poi , anche “necessari”-  cambiamenti negli spazi lavorativi, con un’attenzione particolare anche agli aspetti tecnologici. I 53 espositori presenti nell’edizione del 2019 hanno proposto, in linea con le tendenze in atto, soluzioni per ambienti lavorativi flessibili e “contaminabili” con altre funzioni e attività.
È invece nel 1991, grazie alla rivista “Interni” di Mondadori, che prende vita la Milano Design Week che, raggruppando il Salone del Mobile ed il Fuorisalone, rappresenta uno caleidoscopico susseguirsi di eventi ed idee i cui segnali si erano manifestati già nel decennio precedente quando le aziende, che esponevano nel polo fieristico di Milano, avevano ravvisato l’esigenza di non restare limitate negli spazi convenzionali della vecchia struttura.
Da allora quell’appuntamento è diventato una vera e propria festa con esposizioni ora divertenti, a volte provocatorie o impegnate, ma sempre tali da suscitate curiosità e interesse, così varie e numerose da dare origine in città ai cosiddetti “distretti”: Brera, Bovisa, Tortona, Cinque Vie, Isola, NoLo, Porta Venezia, Lambrate e persino il Teatro Franco Parenti deciso a lanciare l’idea di poter esplorare le possibili interazioni tra performance ed il mondo dell’arte e del design.

Tutta Milano ne è coinvolta, spettatrice e protagonista al contempo.

Fuori Salone del Mobile 2019 2

Ricordiamo, nell’ultima edizione, l’installazione della “Maestà Sofferente” di Gaetano Pesce in Piazza del Duomo: un messaggio esplicito contro i pregiudizi e la violenza di genere.
E ancora il “Breeze of Light” dello studio nipponico Nendo, dove i visitatori hanno potuto immergersi in un ambiente bianco, asettico con una miriade di fiori stilizzati che, posti ad altezze diverse e accostati gli uni agli altri, creavano l’illusione di camminare in un candido prato ondulato, ad un passo dalla Darsena del Naviglio Grande.
Lo stesso Orto Botanico, alle spalle dell’Accademia di Brera, diviene palcoscenico per installazioni e happening tra le corsie di alberi e piante rare, così come pure il cortile d’onore della Università Statale.

Ultimo, ma non meno importante, a Lentate sul Seveso, a pochi chilometri da Milano, dal novembre scorso presso il Polo Formativo del Legno Arredo Fondazione ITS Rosario Messina, l’organizzazione del Salone del Mobile ha dato forma al Progetto della Collezione Permanente del SaloneSatellite dove sono stati raccolti più di 500 prodotti nati dall’energia e dalle visioni di giovani designer nel corso delle precedenti 20 edizioni.
Quindi, se è vero che “il ricordo del dolore è ancora dolore” (George Gordon Byron) la speranza è che quest’anno non si debba di nuovo alzare bandiera bianca e che il Salone si possa svolgere, come preannunciato, a settembre.
Perché altrimenti si rinnoverebbe lo sgomento di fronte al venir meno di quel sentirsi, “in presenza”, parte di una comunità allargata che si dà appuntamento in una città che diviene meraviglia, che sa mostrare il suo volto più bello e ne viene ricambiata da coloro che la scoprono.

 


s f o g l i a l a g a l l e r i a


testo  a cura della
Redazione

immagini  
   Silvano Colacicco      
Annamaria Cassan
Adriano Pecchio

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