Design,  Interni

Milano, Napoli e l’arte dell’Ospitalità Giapponese.

a cura della Redazione

Contaminazioni culturali, tra elementi tradizionali ed estetiche moderne.

Takeda Katsuya Design, studio di progettazione giapponese fondato dall’architetto Takeda Katsuya, con sede a Tokyo e a Milano ha curato due progetti d’eccellenza nell’ambito Ho.Re.Ca.: il Kagurazaka Saryo Milano, un esclusivo Teahouse & Bistrot tradizionale, situato in Corso Como e l’altrettanto esclusivo Ruri Kaiseki, un ristorante di alta cucina che celebra l’autenticità dei piatti giapponesi, situato nel centro di Napoli, a pochi passi da Piazza dei Martiri.

Kagurazaka Saryo Milano

Guidato da una proprietà giapponese, il brand Kagurazaka Saryo è da oltre trent’anni punto di riferimento dell’arte della cucina giapponese nella capitale Tokyo e il locale di Milano rappresenta la prima apertura in Europa.

Kagurazaka Saryo Milano si propone come una sala da tè-bistrot che combina tradizione e creatività, offrendo ricette originali che possono essere accompagnate da tè di pregio provenienti da varie prefetture del Giappone. Il prodotto principale è il tè verde “matcha”, che arricchisce dolci raffinati e piatti preparati con ingredienti tradizionali.

L’ambiente del Kagurazaka Saryo Milano è stato studiato e realizzato da Takeda Katsuya ispirandosi alle tradizionali sale da tè giapponesi, reinterpretandole attraverso una visione moderna e lineare per creare un’atmosfera intima e accogliente, in cui ogni singolo dettaglio è pensato per celebrare la bellezza e la purezza dei materiali naturali.

L’impronta riprende lo stile dei locali di Tokyo, caratterizzato da un’estetica che si sposa con la praticità e la funzionalità degli spazi.

Elementi distintivi come il bancone verde come il tè matcha, le boiserie in legno, e il soffitto inclinato che richiama la tipica architettura dei tetti giapponesi, sono studiati per trasportare gli ospiti in un viaggio nei sapori dell’Estremo Oriente in un’esperienza unica. L’elemento architettonico del Koshi-Do, tipica griglia di legno, che simboleggia l’eleganza sobria e la connessione con la natura, viene ripresa da Takeda Katsuya nel design del soffitto, rendendolo un tratto distintivo del locale.

Inoltre, il soffitto è progettato per simulare una luce naturale come quella che tradizionalmente penetra dall’alto nei locali giapponesi, creando un’atmosfera serena e rilassante.

Una finestra tonda di luce contraddistingue la parete di fondo, traendo ispirazione dalla tradizionale finestra rotonda del Chashitsu – la sala per la ceremonia di tè – che, nella tradizione nipponica, simboleggia la pace interiore e l’armonia. Queste finestre si affacciano sui giardini giapponesi e catturano il passare del tempo e delle stagioni, trasformando i paesaggi familiari in scene simili a dipinti. Questo concetto è stato reinterpretato incorporando un design circolare all’interno del Kagurazaka Saryo.

Il giardino tradizionale, da sempre uno degli aspetti più affascinanti della cultura giapponese, è stato ripreso attraverso la presenza di bonsai secchi rossi. Il bonsai secco, frutto di anni di sviluppo attraverso tecniche antiche, è concepito per essere apprezzato senza bisogno di cure, ed è riproposto come una reinterpretazione moderna. La sua disposizione nello spazio è pensata per creare un contrasto con lo stile tradizionale.

Il pavimento del locale, realizzato in grès, riprende le tipiche pietre miliari Tobhi-Ishi utilizzata nei giardini per creare percorsi suggestivi e meditativi. Le pietre Tobhi-Ishi sono tipicamente disposte nei giardini giapponesi come punti di riferimento su cui camminare. Nel design del locale, ogni elemento del pavimento in grès è stato progettato per evocare la stessa sensazione di un cammino da percorrere all’interno di un giardino giapponese.

Il Teahouse & Bistrot Kagurazaka Saryo Milano instaura la storicità e la tradizione giapponese nel cuore del capoluogo lombardo, offrendo un angolo di Giappone autentico e raffinato nel panorama europeo.

Ruri Kaiseki

Il ristorante è frutto di una collaborazione tra un imprenditore italiano, che ha deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta delle radici culinarie giapponesi, e l’architetto Takeda Katsuya, noto per la sua capacità di integrare elementi tradizionali con estetiche moderne. Il progetto, avviato nel 2023, ha trasformato il locale in uno spazio dove ogni dettaglio racconta una storia, dalla scelta dei materiali agli arredi e alle luci, che evocano l’atmosfera sofisticata e intima tipica della cultura giapponese.

La Proprietà ha voluto creare un ambiente che non fosse solo esteticamente piacevole, ma che riflettesse profondamente l’essenza del Giappone con l’obiettivo di offrire ai clienti un viaggio sensoriale che abbracciasse sia i sapori che l’arte della presentazione, tipica della cucina Kaiseki, una forma elevata di gastronomia giapponese che unisce gusto, estetica e stagionalità degli ingredienti.

L’ambiente del Ruri Kaiseki è stato concepito per esprimere un raffinato equilibrio tra la tradizione giapponese e il mondo occidentale.

Il locale, di 80 mq, si distingue per la sua inusuale altezza di quasi 6 metri: qui, l’autenticità del design giapponese si ritrova nella scelta di realizzare un ristorante con solo banco sushi, un piano realizzato con un’unica lastra di legno di 9 metri di lunghezza, soluzione atta a preservare l’integrità e la bellezza naturale del materiale.

Il banco ospita 12 posti a sedere, permettendo una posizione privilegiata di fronte alla zona show-cooking dello chef, a diretto contatto con le tecniche dell’arte culinaria giapponese.

La struttura del bancone è stata realizzata con il tufo napoletano – un materiale di rivestimento che richiama la tradizionale pietra giapponese Oya-Ishi – che  non solo conferisce al bancone un’immagine di una solida presenza ma, proseguendo anche sulle pareti esterne del ristorante, crea un dialogo visivo tra interno ed esterno.

Il layout e il design del bancone sono ispirati al teatro Nō giapponese, dove l’arte culinaria diventa protagonista assoluta e lo chef si esibisce come un attore sul palcoscenico, esaltando l’abilità e la precisione della preparazione dei piatti.

L’illuminazione, soffice e lieve, è studiata per ricreare l’effetto teatrale, ponendo in risalto la figura dello chef e i movimenti che accompagnano la creazione dei piatti. Sul bancone, sottili e discreti punti luce sono stati progettati per illuminare senza distrarre l’attenzione.

Nella scelta dei materiali utilizzati, Takeda Katsuya crea un connubio tra oriente e occidente, dove le influenze stilistiche giapponesi si intrecciano con una selezione di materiali europei.

Uno degli esempi più significativi di questa fusione è l’uso di un rivestimento interno europeo con tonalità scure, scelto per imitare il tradizionale Yaki-Sugi, noto come “pino bruciato”. Questo materiale, ampiamente usato in Giappone per rivestimenti esterni grazie alla sua resistenza potenziata, alle sue proprietà ignifughe e impermeabili, viene reinterpretato per l’interno, offrendo un tocco di tradizione arricchito da un’estetica contemporanea.

Il ristorante trae ispirazione anche dalla tecnica giapponese del Kintsugi, un’arte di restauro ideata per riparare tazze in ceramica che, evidenziando le linee di rottura con una polvere d’oro, ne accentua la bellezza rendendo la fragilità un punto di forza.

Nel ristorante, questa tecnica viene omaggiata attraverso la pavimentazione in resina cemento, volutamente creata con fessurazioni che simulano la raffinata tecnica tradizionale, rendendo ogni linea un dettaglio artistico che arricchisce l’ambiente di un significato simbolico.

Anche in questo ristorante compare l’elemento architettonico della griglia in legno (Koshi-Do) che viene ripresa da Takeda Katsuya all’ingresso del ristorante e nelle porte scorrevoli che separano la sala principale dall’ambiente cucina.

La porta scorrevole è impreziosita da una tenda, chiamata Noren, realizzata in lino grezzo per adornare e decorare la parete, che invece è rivestita con uno stucco bianco ruvido al tatto, che richiama la semplicità e l’eleganza delle superfici giapponesi.

Le sfumature interne del ristorante sono caratterizzate da toni scuri e sofisticati, dove il nero si armonizza con cromie naturali come il beige e il grigio. Un tocco di colore è dato dal Ruri, da cui prende il nome il ristorante, una pietra sulla quale viene collocato il piatto dal colore blu marino.

Il Ruri, che tradotto significa lapislazzuli, è simbolo di bellezza e purezza, ed è utilizzato per esaltare e valorizzare il cibo grazie alla sua associazione con la raffinatezza. Il blu marino del Ruri richiama inoltre la collocazione geografica di Napoli, una città che si affaccia sul mare, richiamando così la sua anima mediterranea.

La parete di fondo della zona show-cooking riprende la tecnica Koushi-Do, con doghe in legno disposte in modo da creare un gioco di spazi pieni e vuoti. Tra queste doghe si inseriscono piccole teche che ospitano bonsai decorativi e un display di coltelli da chef.

Anche il soffitto del ristorante riproduce una griglia in legno, caratteristica di molti teatri giapponesi.

Uno degli elementi di design più significativi è lo Shichirin, un bruciatore giapponese a carbone, utilizzato per affumicare il pesce e infondere ai piatti un sapore unico e inconfondibile, legato alla tradizione.

L’area del bagno presenta un tocco architettonico distintivo con un soffitto a volta in tufo, materiale locale che richiama la struttura del bancone.

Il ristorante Ruri Kaiseki disegnato da Takeda Katsuya Design, con i suoi elementi architettonici e di interior, trasporta i suoi ospiti in una dimensione fuori dal tempo, unendo la cultura italiana dell’accoglienza con la filosofia giapponese del Kaiseki ed offrendo un angolo di Giappone autentico e raffinato.


a cura della Redazione

progetto
Studio Takeda Katsuya Design
Via del Torchio 5/7, 20123 – Milano
tel. +39 02 8450 1328
info@takedakatsuyadesign.com

immagini
courtesy
Takeda Katsuya Design

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