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Architettura,  Outdoor

La cura della natura

Chi fa che cosa per realizzare e curare il verde.

Avete in mente quei mestieri in cui ciascuno fa la propria parte, specializzandosi in una mansione ben precisa?
Chi si occupa di progettazione del verde sembra stare agli antipodi di tutto questo. Potremmo dire che è una bella fortuna, perché così il lavoro non rischia di essere noioso e ripetitivo.
Difficile che progettare un giardino sia noioso e quasi impossibile che sia ripetitivo, perché non esiste un contesto uguale a un altro: “Al mare ho messo il Rosmarino, il cliente ora lo vuole anche in montagna, ce la farà col freddo?”
Per non parlare di quello che si chiama “verde preesistente”, cioè tutti quegli alberi e arbusti che già nel giardino ci sono e dei quali va decisa la sorte: “Questo Platano che intralcia il mio progetto lo elimino?”. Lo stesso vale per la progettazione del terrazzo, per cui capite anche voi che il rischio di annoiarsi è basso. Si alza, invece, in modo esponenziale il rischio di sbagliare.

Il professionista che progetta, costruisce, ristruttura sa di non poter fare tutto da solo, ma, quando si tratta di verde, finisce per prendersi molte più inconsapevoli responsabilità del dovuto.

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C’è un solo modo per non fare grandi errori, affidarsi a chi ne sa di più in alcuni ambiti precisi. Il progettista progetta, sceglie sommariamente le piante e poi, con queste idee di massima, inizia a coinvolgere tutti coloro che lo aiuteranno a non sbagliare, perché c’è un mondo di professionalità poco note là fuori che aspettano solo di fare la loro parte.
Adesso le vediamo.
“Il cliente ha già un giardiniere e quindi fa tutto lui”.
Il giardiniere realizza il giardino, secondo il nostro progetto, con gli altri professionisti che vedremo tra poco. Si occupa delle manutenzioni e gestisce l’impianto di irrigazione. Il suo contratto di manutenzione annua dipende in larga parte dal progettista, perché la quantità, la scelta e la disposizione del verde determinano la quantità di lavoro necessario per curarlo (e quindi il suo costo).

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Il progettista può cambiare questo costo, modificando le scelte progettuali:
ecco perché si parla di progetto ad alta o a bassa manutenzione.

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L’arboricoltore?! Mai sentito nominare”.
L’arboricoltore si occupa della salute degli alberi. Alcuni arboricoltori svolgono attività di tree climbing, per cui si occupano di abbattimenti, cure, indagini e potature in quota.
Esistono varie certificazioni, tutte obbligatorie, che riconoscono a livello europeo la figura del tree climber o dell’arboricoltore con altre specializzazioni.
“Perché dovrei rivolgermi a un agronomo?”
L’agronomo può lavorare da solo o con un tree climber, se la situazione lo richiede. Per fare un esempio, può organizzare e decidere le potature degli alberi che il tree climber dovrà effettuare in quota.
Si occupa anche di censire il verde e delle indagini sullo stato nutrizionale e di salute di tutte le piante. Può essere un grande alleato del progettista durante il rifacimento totale o parziale del giardino, perché segue i lavori di messa a dimora degli alberi, decide tutti i dettagli tecnici dell’operazione e organizza questa parte del cantiere. Immaginate un vostro progetto in cui dovete aggiungere alberi che vanno ad accostarsi ad altri alberi secolari preesistenti da valutare. Chi dice come fare? Chi certifica che le nostre scelte estetiche siano anche ottime scelte botaniche e in termini di sicurezza? Chi pianifica le cure future adeguate?
E, infine, chi ci fornisce i materiali per il nostro progetto, cioè le piante?
No, non è il giardiniere che se ne occupa, ma il vivaista che le produce e si prende la responsabilità del loro stato di salute al momento della vendita e oltre.
Questa figura professionale ci dà l’opportunità di chiudere nel migliore dei modi.

Ora, infatti, non ci resta che recarci in vivaio con il nostro progetto di massima (magari in compagnia del giardiniere che lo realizzerà) e verificare le nostre scelte di persona, discutendole con il vivaista.

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Solitamente si finisce l’incontro con gli occhi pieni di bellezza e qualche cambiamento di idea, perché i suggerimenti di chi produce le piante sono preziosi e conviene ascoltarli

Per non parlare del felice stordimento che ci avranno procurato tutte quelle varietà di fiori, foglie e tessiture vegetali.


s f o g l i a l a g a l l e r i a


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Alessandra Corradini

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A. Corradini

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