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Architettura,  Interni,  Residenziale

La casa-studio dello Psicoterapeuta

a cura della Redazione

Architettura e psicologia si confrontano nel progetto multidisciplinare dello studio Piraccini+Potente Architettura

Nel centro storico di Forlì, un antico palazzo nobiliare è stato oggetto di un intervento di restauro.

I due appartamenti che in origine componevano l’edificio sono stati accorpati in un’unica unità, pur mantenendo una distinzione funzionale: la porzione affacciata sulla piazza è stata destinata ad uso abitativo e si distribuisce su due livelli mentre quella con vista sulla corte interna ospita l’attività professionale che occupa solo la metà del livello inferiore.

Il progetto è stato curato dallo studio Piraccini+Potente Architettura di Cesena che, con un approccio basato sulla “Building science”, seguendo il principio di “zero consumo di energia, zero emissioni in atmosfera ed elevato comfort indoor”, svolge attività progettuale su diverse scale, cui affianca un impegno costante nella divulgazione scientifica.

La peculiare professione del Committente, psicoterapeuta freudiano, ha richiesto una particolare attenzione nella definizione degli aspetti percettivi e sensoriali dello spazio.

Ogni elemento – forme, materiali, distribuzione degli ambienti – è stato studiato per trasmettere una sensazione di calma e silenzio avvolgente, creando un clima di sicurezza e introspezione, sia per il paziente che per il terapeuta.

Questa particolare atmosfera, studiata nei suoi effetti sulla psiche, è stata progettata ottimizzando l’illuminazione naturale e controllando la rifrazione della luce sulle superfici. L’uso di materiali porosi ha consentito una diffusione uniforme della luce, riducendo i contrasti e garantendo un’illuminazione morbida e omogenea.

Lo studio professionale si sviluppa nella sezione affacciata su una corte interna, dove ampie vetrate offrono una vista sui tetti, discreta e lontana da interferenze, condizione che favorisce un ambiente intimo e raccolto, ideale per il paziente che può immergersi nell’attività introspettiva senza distrazioni.

Nel contesto freudiano, il paziente si accomoda su una chaise longue, mentre lo psicoanalista si siede dietro di lui, fuori dal suo campo visivo. Questo assetto è pensato per ridurre le distrazioni legate al contatto visivo con il terapeuta e, per questo, è stato pensato un piccolo spazio verandato concepito come una sorta di “tabernacolo” al fine di evocare un senso di calore, protezione e raccoglimento: qui la luce che entra dalle ampie finestre si rifrange in un involucro completamente rivestito in legno.

Le stanze destinate allo studio sono collegate agli spazi abitativi da un corridoio le cui pareti sono state tinteggiate in un intenso verde scuro; questo spazio di passaggio è stato progettato non solo per soddisfare un’esigenza operativa, ma anche per favorire un distacco progressivo tra la dimensione lavorativa e quella domestica: si tratta di un  percorso “depurativo” in cui l’uso del colore e l’assenza di illuminazione diretta contribuisce a creare un confine simbolico e funzionale tra lavoro e vita privata.

L’approccio minimalista, nelle forme, nei materiali e nei colori, si contrappone all’uso di fregi, cornici e carte da parati, che evocano la storicità dell’edificio e richiamano la sua configurazione originaria. Oltre alle cornici, sono stati recuperati elementi in ferro battuto, originariamente destinati a proteggere i termosifoni, ora reinterpretati e “alleggeriti” attraverso l’applicazione del colore bianco.

L’aspetto artigianale si riflette in molti elementi del progetto degli interni.

La pavimentazione, realizzata con resina arricchita con coriandoli di vernice essiccata, reinterpreta il tradizionale battuto di terrazzo alla veneziana, tipico dei palazzi storici della città.

Gli arredi in rovere impiallacciato, con venature specchiate ispirate ai mobili in radica degli anni ’50, dialogano con dettagli d’epoca, come i corpi illuminanti, la testata del letto padronale, i marmi di Carrara e le rubinetterie in ottone.

La scala interna, concepita come un vero e proprio elemento d’arredo, integra un piccolo bagno, ottimizzando gli spazi senza compromettere l’armonia visiva.

Per i bagni sono stati utilizzati le stesse finiture: il legno si alterna al marmo di Carrara e alle resine, queste ultime colorate o lavorate secondo la tecnica del terrazzo alla veneziana. Le rubinetterie in ottone completano, con altrettanta raffinatezza, l’insieme.

Il progetto ha previsto, inoltre, un intervento mirato all’efficientamento energetico dell’edificio, attraverso la realizzazione di un involucro isolante interno: in sinergia con il nuovo impianto di riscaldamento, questa soluzione ha garantito un miglioramento del comfort ambientale e delle prestazioni energetiche complessive.

L’intervento si è proposto di coniugare il carattere storico dell’edificio con un linguaggio contemporaneo che andasse oltre la semplice ricerca estetica e funzionale: l’obiettivo è stato quello di realizzare ambienti capaci di evocare sensazioni e atmosfere rispondenti sia alle esigenze della vita domestica, sia a quelle della pratica professionale, in un equilibrio tra memoria storica e nuove interpretazioni dello spazio.


progetto
Piraccini + Potente Architettura
Via L. C. Farini 90 – Cesena (FC)
T. +39 0547 482370 | M. +39 347 8445031
studio@studiopiraccinipotente.com

immagini
Angelo Ciccolo


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