Una residenza ritrovata
a cura della Redazione
Il valore del recupero in un appartamento milanese degli anni ’50.
Nella zona est di Milano, lontano dal clamore delle vie centrali, tra Città Studi e il caratteristico quartiere Ortica — noto per la sua forte identità storica e popolare — si sviluppa un tessuto urbano a prevalente vocazione residenziale.
Qui, l’edilizia è composta principalmente da palazzi costruiti tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, che raccontano una Milano sobria e funzionale.
In questo contesto, l’architetto Riccardo Mazzoni, con studio a Milano, ha curato il progetto di ristrutturazione di un appartamento situato all’ultimo piano di un edificio residenziale risalente alla fine degli anni ’50.
L’intervento ha restituito nuova vita alla casa dell’infanzia del Proprietario, trasformandola in uno spazio che coniuga memoria e contemporaneità.
La distribuzione originaria degli spazi risultava ormai inadeguata: una cucina ampia ma poco funzionale conviveva con un soggiorno dalle dimensioni contenute, penalizzando la vivibilità complessiva dell’appartamento. L’intervento di ristrutturazione ha risolto queste criticità attraverso una nuova configurazione in open space, capace di restituire all’ambiente una maggiore luminosità, un’impronta contemporanea e una fruibilità decisamente più equilibrata.
L’ingresso comunica con la cucina attraverso una parete attrezzata bifacciale che da un lato ospita vani a giorno in rovere e dall’altro un elegante specchio ottagonale che richiama le geometrie del tavolo da pranzo originale degli anni ’60, recuperato e integrato nel progetto.


Uno degli aspetti più delicati dell’intervento è stato il mantenimento della pavimentazione in palladiana, elemento distintivo dell’appartamento. Dove sono stati rimossi i muri divisori, si è scelto di inserire fasce in marmo nero Marquina, che tracciano la memoria della precedente distribuzione degli spazi, trasformando le discontinuità in elementi distintivi – con valenza simbolica– del progetto.
Lo stesso linguaggio è stato esteso alle superfici verticali e ai soffitti, dove fasce di colore grigio perla attraversano le cornici esistenti, evidenziando con discrezione le tracce dell’impianto originario.



Nella zona notte è stato recuperato e valorizzato il parquet, posato a spina italiana, che conferisce all’ambiente un carattere caldo e raffinato. La testata del letto, anch’essa d’epoca, integra mensole e comodini in un unico elemento compositivo. Per armonizzarla con le esigenze contemporanee, è stata dotata di una striscia LED ad incasso e di interruttori a levetta dal gusto retrò. Sollevata e fissata direttamente alla parete, è stata riposizionata per adattarsi perfettamente a un sommier-contenitore contemporaneo.



Il bagno è stato completamente ripensato, con l’inserimento di un antibagno adibito a lavanderia. Gli impianti sono stati integrati all’interno di una controparete che realizza un funzionale piano d’appoggio continuo, attraversando la parete doccia trasparente.
Sia per il bagno che per la cucina sono stati utilizzati rivestimenti realizzati con tessere in terracotta, reinterpretando in chiave contemporanea un materiale apparentemente alla tradizione milanese.



Alcuni arredi originali degli anni ’60 sono stati restaurati e reimpiegati: lo scrittoio nella camera, l’appendiabiti nel corridoio, due panche e due specchi circolari. Questi pezzi convivono con oggetti di design coevi di grande firma, tra cui la lampada LBB01 di Lina Bo Bardi, la Lampe de Marseille di Le Corbusier e la lampada da tavolo G.O. di Giuseppe Ostuni. Il progetto di interior si completa con una selezione di opere ispirate al primitivismo e alle avanguardie prebelliche, realizzate, sempre in quegli anni, dal ceramista Elio Schiavon.


progetto
RICCARDO MAZZONI
Via Lomellina, 7 – 20133, Milano (MI), Italia
info@riccardomazzoni.eu
immagini
ADRIANO PECCHIO
s f o g l i a l a g a l l e r i a


